© Silvia Piredda 2021

Libri interessanti...

Letteratura di vario genere
Cime tempestose
Autore: Emily Bronte

Nella brughiera inglese, due voci raccontano da diversi punti di vista, come in una scatola cinese, la storia dell'amore bruciante e del riconoscimento negato tra la figlia di un borghese e un orfano adottato che dedicherà tutta la sua vita alla vendetta.

''Mi degraderebbe sposare Heathcliff, ora; così non saprà mai quanto lo amo; e non perchè lui sia bello, Nelly, ma perchè lui è più identico a me di quanto lo sia io stessa. Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la mia e la sua sono uguali, e l'anima di Linton invece è diversa come un raggio di luna da un fulmine, o il ghiaccio dal fuoco. ...Nelly, io sono Heathcliff.''

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Il danno
Autore: Josephine Hart

''Non sono morto nel mio cinquantesimo compleanno. E ora poche persone, tra quelle che mi conoscono, ritengono che questa non sia stata una tragedia''.
Così parla di sè un uomo di successo che ha costruito una vita apparentemente perfetta su un vuoto di passioni e ha iniziato a vivere dopo che si è sentito riconosciuto da una donna misteriosa.

"C'è un paesaggio interiore, una geografia dell'anima; ne cerchiamo gli elementi per tutta la vita.
Chi è tanto fortunato da incontrarlo, scivola come l'acqua sopra un sasso, fino ai suoi fluidi contorni ed è a casa.
... Per qualcuno è la ricerca dell'impronta di un altro; un figlio o una madre, un nonno o un fratello, un innamorato, un marito, una moglie o un nemico.
Possiamo vivere la nostra vita nella gioia o nell'infelicità, baciati dal successo o insoddisfatti, amati o no, senza mai sentirci raggelare dalla sorpresa di un riconoscimento, senza patire mai lo strazio del ferro ritorto che si sfila dalla nostra anima, e trovare finalmente il nostro posto.''

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Il libro dell′inquietudine
Autore: Fernando Pessoa

Un diario dei movimenti di un'anima.

''74. Viaggiare? Per viaggiare basta esistere. Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione, nel treno del mio corpo, o del mio destino, affacciato sulle strade e sulle piazze, sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi come in fondo sono tutti i paesaggi.

Se immagino, vedo. Che altro faccio se viaggio? Soltanto l'estrema debolezza dell'immaginazione giustifica che ci si debba muovere per sentire. ... E' in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo come vedo gli altri. ...
La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.''


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Fahrenheit 451
Autore: Ray Bradbury

Il protagonista è un pompiere che vive in un mondo dove gli incendi, anzichè essere spenti, vengono appiccati nelle case di ribelli che conservano libri o altra carta stampata: così vuole la legge. L'incontro con una donna che gli chiede ''Sei felice?'' cambia la sua vita.

''Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla stolida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata...''


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Considera le sue abitudini
Autore: John Wyndham

In un futuro imprecisato, la protagonista si sveglia per ritrovarsi in un mondo di donne. Ma questa non è la sorpresa maggiore.

''Non c'ero che io.
Ero sospesa in un vuoto senza tempo, senza spazio, senza forza, dove non c'era nè luce nè buio. Avevo entità, ma non forma; coscienza, ma non sensi; mente, ma non memoria. E mi domandavo: ma questo - questo nulla - è la mia anima? E mi sembrava di essermelo domandata da sempre e d'essere condannata a domandarmelo in eterno...
Poi, non so come, l'assenza di tempo cessò.''

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Di bene in peggio
Autore: Paul Watzlawick

Chi non ha sperimentato il bisogno di certezze totali e il desiderio di arrivare al fondo delle cose?

C'era una volta un tale, che visse felice e soddisfatto finchè un giorno, forse per pura e semplice leggerezza, si chiese se la vita non fosse regolata da norme immanenti...
Ciò che improvvisamente volle sapere era se la vita, indipendentemente da noi umani, fosse regolata da norme proprie. Domanda nefasta quanto altre mai: nel porsela sentì svanire in sè felicità e contentezza, e venne a trovarsi nella stessa condizione di quel millepiedi al quale uno scarafaggio in tutta innocenza chiese come facesse a muovere le sue numerose zampette con tanta eleganza e fluida armonia: il millepiedi cominciò a pensarci e da quel momento non seppe più camminare.

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Come un romanzo
Autore: Daniel Pennac

Un saggio ironico sulla lettura.

"Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo ''amare''... il verbo ''sognare''... Naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: ''Amami!!'' ''Sogna!'' ''Leggi! Ma insomma, leggi, diamine ti ordino di leggere!''
''Sali in camera tua e leggi!''
Risultato?
Niente.
Si è addormentato sul libro. All'improvviso la finestra gli è apparsa spalancata su qualcosa di desiderabile, e da lì è volato via, per sfuggire al libro. Ma è un sonno vigile...''

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Ma gli androidi sognano pecore elettriche?
Autore: Philip K. Dick

Il romanzo che ha ispirato il film Blade Runner.

Nel 1992 San Francisco è popolata da superstiti, dopo che l'Ultima Guerra Mondiale ha desertificato la Terra. I sopravvissuti possono emigrare su Marte o rimanere sulla Terra. Chi ha scelto di rimanere (i 'normali') e chi è stato costretto a farlo da una mutazione genetica (gli 'speciali') sogna di possedere un animale vivente, una rarità in un mondo popolato da copie elettriche davvero realistiche di pecore, cavalli, gatti, civette...

L'uomo è stato replicato: gli androidi sono copie biologiche capaci di mimetizzarsi tra gli uomini grazie alla loro intelligenza superiore, nonostante la mancanza di empatia, e per questo sono considerati fuori legge sulla Terra. Rick Deckard, il protagonista, è un cacciatore di taglie, un poliziotto con l'incarico di 'ritirare', ovvero uccidere, gli androidi fuori legge, che arriva a chiedersi cosa sia davvero un essere umano...

''Una gioviale scossetta elettrica, trasmessa dalla sveglia automatica incorporata nel modulatore d'umore che si trovava vicino al letto svegliò Rick Deckard. ...Ora, nell'altro letto, anche Iran, sua moglie, dischiuse gli occhi grigi, tutt'altro che gioviali, sbattè le palpebre, quindi gemette e li richiuse.
'Hai programmato il tuo Penfield a volume troppo basso' le disse. 'Te lo alzo e ti sveglierai come si deve e...'
'Giù le mani dai miei programmi.' ... 'Non voglio svegliarmi.'
Lui sospirò... 'Digito il codice di quello che c'è sulla mia agenda per oggi.' Consultando il programma del 3 gennaio 1992, vide che gli si richiedeva un atteggiamento professionale, da uomo d'affari. ' ...

'La mia agenda per oggi prevede sei ore di depressione autoaccusatoria' disse Iran.
'Cosa? Perchè hai messo in programma una cosa del genere?' Andava contro le finalità del modulatore d'umore. 'Non sapevo neanche che si potesse programmare a quel modo' disse cupo.
'Me ne stavo qui seduta, un pomeriggio,' disse Iran...quando si è inserita quell'orribile pubblicità... Così per un minuto ho tolto l'audio. E così ho sentito il palazzo, questo edificio; gli...' Fece un gesto per indicare tutto intorno a sè.
'Appartamenti vuoti' completò la frase Rick...
... 'In quell'istante' continuò Iran '...ero d'umore 382... Benchè percepissi intellettualmente il vuoto, non lo sentivo. La prima reazione è stata quella di ringraziare il cielo perchè ci potevamo permettere un modulatore d'umore Penfield.
Ma poi mi sono resa conto di quanto fosse malsano percepire l'assenza di vita, non solo in questo palazzo ma ovunque, e non reagire; capisci? Credo di no. Ma questo veniva una volta considerato segno di malattia mentale; la chiamavano 'assenza di affetto adeguato'.

Così...mi sono messa alla tastiera del modulatore d'umore per fare qualche esperimento. Alla fine ho trovato la combinazione della disperazione'...'E così l'ho messa in agenda due volte al mese; ritengo sia un lasso di tempo ragionevole per disperarsi di tutto, di essere rimasti qui sulla Terra dopo che chiunque fosse sufficientemente sveglio è emigrato, non credi?'
'Ma in uno stato d'animo così' obiettò Rick 'finisce che ci rimani dentro, non digiti più un codice per uscirne. Una disperazione del genere, sulla realtà globale, si autoperpetua.'
'Io programmo un codice automatico per tre ore dopo' ribattè melliflua la moglie. 'Un 481. Consapevolezza delle molteplici possibilità che mi si aprono davanti nel futuro; nuova speranza che...'

...E così la distinzione tra esseri umani autentici e strutture umanoidi andava a farsi benedire. In quell' ascensore del museo, pensò, sono sceso con due creature, una umana e l' altra androide... e ho provato dei sentimenti esattamente contrari a quelli che ci si aspettava. A quelli che sono abituato a provare... a quelli che mi si richiede di provare."

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