© Silvia Piredda 2018

BULIMIA: IL CIBO E′ LA MIA DROGA...


Cos'è la bulimia?

La bulimia nervosa è un disturbo dell'alimentazione, causato dall'idea che il peso e le forme del corpo siano l'unico modo per affermare il valore di una persona.

Ciò porta al desiderio costante di cambiare e controllare la forma ed il peso del corpo, con una dieta ferrea, con l'attività fisica eccessiva, con il vomito, l'uso di clisteri, farmaci diuretici, lassativi e ormoni tiroidei.

Il desiderio di controllare in modo rigido il proprio corpo con una dieta ferrea o con l'eliminazione del cibo ingerito dipende dal fatto che chi soffre di bulimia nervosa è perfezionista e pensa in modo "tutto o nulla".

Tutto ciò che è meno che perfetto è considerato un fallimento assoluto e scatena le abbuffate, cioè il mangiare grandi quantità di cibo con la sensazione di non potersi fermare. Venire meno alla dieta anche in modo minimo, per esempio mangiando un biscotto in più, o provare emozioni ''incontrollabili'', come la rabbia, la tristezza, la vergogna, sono elementi che scatenano le abbuffate, perchè sono associati ad una sensazione di fallimento e perdita di controllo.

Si parla di bulimia nervosa quando una persona:


• ha abbuffate frequenti, cioè mangia grandi quantita di cibo con la sensazione di perdere il controllo, almeno due volte alla settimana per tre mesi;

• ha comportamenti di eliminazione del cibo dopo le abbuffate, per evitare l'aumento di peso, come il vomito, l'uso di lassativi, diuretici e ormoni tiroidei, il digiuno e l'attività fisica eccessiva;

• è sempre preoccupata del peso e della forma del suo corpo ed è convinta che siano l'unico modo per valutare la sua autostima, "misurandola" secondo ciò che "dicono" la bilancia e lo specchio.

Chi soffre di bulimia nervosa in genere ha un peso normale, alcune persone sono leggermente sottopeso o sovrappeso, poche persone sono in grande sovrappeso.

Esistono due forme di bulimia nervosa: la bulimia con comportamenti regolari di eliminazione del cibo (vomito, clisteri, uso di lassativi, diuretici, ormoni tiroidei, attività fisica eccessiva) e la bulimia senza comportamenti di eliminazione del cibo.

Chi soffre di bulimia nervosa ha uno scarso concetto di sè in quasi tutte le aree della vita che possono essere viste come una competizione o una prestazione (vita sentimentale e sociale, scuola e lavoro), nonostante abbia in genere "risultati eccellenti".

Chi soffre di bulimia nervosa tende a valutare se stesso attraverso elementi esterni (come il giudizio degli altri attraverso il suo corpo), desidera essere perfetto ed ha un'immagine ideale di sè, ma è anche molto critico verso se stesso e pensa di non essere all'altezza. Tutto ciò che è meno che perfetto è considerato un fallimento assoluto.

E' comprensibile che chi vede se stesso solo come perfetto o imperfetto tenda a concentrarsi su qualcosa, come il corpo, che può essere controllato e modellato in modo evidente agli occhi degli altri. Gli altri sono uno specchio della capacità di controllare il proprio valore attraverso il corpo.

Il peso e la forma del corpo sembrano, per una persona con queste caratteristiche, l'unica possibilità reale di controllare il proprio valore e smettere di sentirsi "banale" o "invisibile".

Chi soffre di bulimia nervosa ha difficoltà a capire ed esprimere le sue emozioni e a rispondere alle emozioni degli altri, perchè in genere si chiede quale sia il modo giusto o l'emozione giusta, per non sbagliare.

Questa difficoltà, con la paura di dare la risposta sbagliata, spiega una frase tipica, cioè "Non so neanche io come mi sento". Il controllo del peso può dare l'idea del controllo delle emozioni, che in apparenza evita di sbagliare nel rapporto con gli altri.