© Silvia Piredda 2018

Disturbo bipolare - Terapia farmacologica


Farmaci per il disturbo bipolare

• Litio »
• Acido valproico »
• Carbamazepina e oxcarbazepina »
• Lamotrigina e gabapentin »
• Antipsicotici »
• Antidepressivi »
• Ansiolitici »

Cos'è il litio?


Il litio è un farmaco stabilizzante dell'umore utile nel disturbo bipolare e nella cefalea a grappolo. Prima di iniziare una terapia con sali di litio è necessario fare esami di controllo del cuore, del rene e della tiroide ed in seguito è opportuno fare esami di controllo del rene e della tiroide almeno una volta all'anno. Il litio inizia a fare effetto in un tempo variabile da pochi giorni ad alcune settimane.
Cosa deve sapere chi prende il litio?

Chi prende il litio deve controllare regolarmente quanto farmaco è presente nel sangue, all'inizio ogni settimana e poi almeno ogni tre mesi. Bisogna prendere l'ultima dose di litio 12 ore prima dell'esame del sangue, per non falsare il risultato.

Il valore normale della concentrazione di litio nel sangue (litiemia) è 0.8-1.2 mEq/lt nelle forme acute di mania, mentre nella terapia di mantenimento è sufficiente un valore di 0.6-1 mEq/lt.

Non bisogna mai interrompere la terapia con litio bruscamente perchè questo potrebbe far tornare i sintomi. E' necessario invece ridurre gradualmente la dose almeno nell'arco di 4 settimane.

E' molto importante bere una quantità adeguata di acqua (2- 3 litri al giorno), come è importante evitare di cambiare bruscamente la quantità di acqua bevuta da un giorno all'altro. Il litio, infatti, è eliminato attraverso i reni e riduce la capacità del rene di conservare l'acqua, perciò aumenta la quantità di urine prodotta.

Dato che la caffeina determina una perdita di acqua, è necessario limitare la quantità di thè, caffè, bibite contenenti caffeina, ma questa è una buona abitudine che chi soffre di disturbo bipolare dovrebbe avere anche se non prende il litio. E' importante anche stare attenti a non avere sbalzi improvvisi nella quantità di sale con la dieta.

In caso di diarrea o vomito ripetuti o in caso di febbre alta con disidratazione, è necessario contattare il medico, perchè c'è il rischio di avere una concentrazione troppo alta di litio nel sangue, che può avere effetti tossici sul sistema nervoso.

Chi prende il litio non dovrebbe prendere abitualmente farmaci antinfiammatori e dovrebbe informare il medico quando è necessario prenderli, perchè c'è il rischio di avere una concentrazione troppo alta di litio nel sangue che può avere effetti tossici sul sistema nervoso.
Quali sono gli effetti collaterali del litio?

Gli effetti collaterali del litio comprendono nausea, sapore metallico, diarrea, arrossamento della pelle, acne, tremore, crampi muscolari, aumento di peso, ritenzione idrica, aumento della sete e della quantità di urine, sonnolenza o letargia (difficoltà a stare svegli, è un effetto tossico), appannamento della vista, disturbi della memoria e della coordinazione dei movimenti, disturbi della tiroide (ipotiroidismo, è un effetto a lungo termine).

Cos'è l'acido valproico?


L'acido valproico è un farmaco antiepilettico che è anche usato come stabilizzante dell'umore nella terapia del disturbo bipolare, dato che, come succede nell'epilessia, sembra capace di spegnere il ''fuoco'', cioè l'attività eccessiva delle cellule nervose.

Nelle forme acute di mania, l'acido valproico può ridurre i sintomi in una settimana circa. E' anche usato come farmaco di mantenimento ed è efficace nella prevenzione degli episodi di mania e depressione, negli stati misti (cioè forme con agitazione, ansia e sintomi depressivi) e nelle forme a cicli rapidi (cioè forme in cui si hanno quattro o più episodi di mania e/o depressione in un anno). Può essere associato al litio.
Cosa deve sapere chi prende l'acido valproico?

Prima di iniziare la terapia, è necessario fare un controllo del sangue e del fegato, perchè sono stati descritti rari casi di tossicità epatica. E' necessario anche un test di gravidanza, perchè l'acido valproico può causare malformazioni del sistema nervoso del feto.
Quali sono gli effetti collaterali dell'acido valproico?

Gli effetti collaterali dell'acido valproico comprendono difficoltà digestive, nausea, tremore, perdita dei capelli temporanea (trattabile con zinco e selenio), aumento di peso, stanchezza, stordimento. L'acido valproico può cambiare la funzione di farmaci anticoagulanti e antiulcera (cimetidina).

Cos'è la carbamazepina?


La carbamazepina e il suo derivato oxcarbazepina sono farmaci antiepilettici che sono anche usati come stabilizzanti dell'umore e agiscono, come l'acido valproico, anche nel disturbo bipolare, sia nelle fasi acute sia come terapia di mantenimento, spegnendo il ''fuoco'', cioè l'attività eccessiva delle cellule nervose.

La carbamazepina e l'oxcarbazepina sono indicate nelle persone che non possono prendere o non rispondono al litio.

La dose terapeutica viene raggiunta gradualmente nell'arco di una settimana e l'effetto pieno inizia dopo una o due settimane.
Cosa deve sapere chi prende la carbamazepina o l'oxcarbazepina?

Prima di iniziare la terapia con carbamazepina, è necessario fare un esame del sangue per controllare la funzione del midollo osseo e del fegato, la quantità di sodio e potassio nel sangue e fare un test di gravidanza.

Durante la terapia è consigliato un esame del sangue almeno ogni sei mesi per controllare la quantità di farmaco nel sangue.

La carbamazepina e l'oxcarbazepina possono modificare la funzione di antibiotici, farmaci per la pressione alta, litio, e ridurre l'efficacia della pillola contraccettiva. In questi casi, è possibile avere comunque la sicurezza contraccettiva cambiando il tipo di pillola.

Quali sono gli effetti collaterali di carbamazepina e oxcarbazepina?

Gli effetti collaterali della carbamazepina e dell'oxcarbazepina comprendono disturbi digestivi, nausea, vertigini, stordimento, visione doppia, arrossamento della pelle, mal di testa, diminuzione della funzione del midollo osseo con facilità alle infezioni. In caso di sintomi prolungati simili all'influenza o di gengivite improvvisa e di lunga durata, è necessario informare subito il medico.

Cosa sono lamotrigina e gabapentin?


Lamotrigina e gabapentin sono farmaci antiepilettici che sono anche usati come stabilizzanti dell'umore e agiscono, come l'acido valproico, anche nel disturbo bipolare, sia nelle fasi acute sia come terapia di mantenimento, spegnendo il "fuoco", cioè l'attività eccessiva delle cellule nervose.

Non è necessario fare esami del sangue prima e durante il trattamento per misurare la quantità di questi farmaci nel sangue.

La lamotrigina è consigliata nelle fasi di depressione del disturbo bipolare e sembra attiva anche nella prevenzione di altre fasi di depressione. Come l'acido valproico, la lamotrigina sembra efficace negli stati misti e nelle forme a cicli rapidi.
Quali sono gli effetti collaterali della lamotrigina?

Gli effetti collaterali della lamotrigina comprendono stordimento, vertigini, mal di testa, sintomi simili all'influenza, appannamento della vista, gonfiore delle gambe, del viso, della lingua, arrossamento della pelle con perdita dello strato superficiale (questo effetto anche se raro è pericoloso e richiede la sospensione immediata della terapia).

Il gabapentin sembra efficace nel prevenire le fasi di mania e depressione. Se la funzione del rene è diminuita, può essere necessario diminuire la dose del farmaco.
Quali sono gli effetti collaterali del gabapentin?

Gli effetti collaterali del gabapentin comprendono sonnolenza, vertigini, fatica.

Antipsicotici


Alcuni antipsicotici (olanzapina, quetiapina, risperidone, aripiprazolo) sono usati per stabilizzare l'umore sia nelle fasi acute del disturbo bipolare sia come terapia di mantenimento.

Non è necessario fare esami del sangue prima e durante il trattamento per misurare la quantità di questi farmaci nel sangue, ma è opportuno controllare periodicamente la glicemia e la funzione del fegato, tranne che nel caso dell'aripiprazolo.
Come agiscono gli antipsicotici?

Gli antipsicotici agiscono regolando l'effetto di alcune sostanze chimiche nel cervello, come la dopamina, la serotonina, la noradrenalina, che sono responsabili dei cambiamenti dell'umore e della percezione della realtà, dell'agitazione e dell'insonnia.

L'effetto sui sintomi psicotici, sull'agitazione e sull'insonnia è rapido, nell'arco di 1-2 settimane, mentre l'effetto sull'umore può essere più lento, nell'arco di 1 mese.
Quali sono gli effetti collaterali dell'olanzapina?

Gli effetti collaterali dell'olanzapina comprendono bocca secca, pressione bassa, stordimento, stitichezza, aumento del peso, alterazione della funzione del fegato con aumento delle transaminasi, aumentata sensibilità della pelle alla luce solare.
Quali sono gli effetti collaterali della quetiapina?

Gli effetti collaterali della quetiapina comprendono, vertigini, testa vuota, pressione bassa, stordimento o svenimento, soprattutto nei primi giorni e nel passaggio brusco dalla posizione sdraiata o seduta a quella in piedi, bocca secca, difficoltà digestive, aumento del peso.
Quali sono gli effetti collaterali del risperidone?

Gli effetti collaterali del risperidone comprendono pressione bassa, agitazione, mal di testa, vertigini, nausea, stitichezza, aumento del peso.

Dopo un lungo trattamento con risperidone, nelle femmine possono esserci anche irregolarità mestruali, ingrossamento del seno, secrezione di latte dal seno, mentre nei maschi può esserci un rigonfiamento del torace nella zona mammaria. In questi casi, è opportuno fare un esame del sangue per controllare il valore di un ormone che si chiama prolattina.
Quali sono gli effetti collaterali dell'aripiprazolo?

Gli effetti collaterali dell'aripiprazolo comprendono sensazione di testa leggera, agitazione, insonnia, nausea, stitichezza, mal di testa, stanchezza.

Antidepressivi


Non esiste unanimità nella comunità scientifica sull'utilità della prescrizione di antidepressivi ad ogni paziente con depressione bipolare, perchè gli antidepressivi possono scatenare un episodio di mania o ipomania o un disturbo bipolare a cicli rapidi. Non tutti gli antidepressivi sono adatti e dovrebbero essere usati solo in casi selezionati, cioè in forme gravi e per un periodo di tempo limitato, compreso un periodo di sospensione graduale.

Ansiolitici


Gli ansiolitici possono essere utili in tutte le fasi del disturbo bipolare, ma non dovrebbero essere usati per un tempo più lungo di 4-8 settimane, compreso un periodo di sospensione graduale. E' importante sottolineare che chi soffre di disturbo bipolare tende frequentemente ad abusare di questo tipo di farmaci, spesso mischiandoli all'alcol, con un alto rischio di dipendenza e tossicità.