© Silvia Piredda 2018

DEPRESSIONE: SONO SEMPRE TRISTE O AGITATO O STANCO...


La depressione è una condizione medica curabile. Sfortunatamente chi ne soffre spesso non chiede aiuto perchè ha paura di essere considerato come strano o debole.

Stiamo parlando di un disturbo dell'umore. Possiamo descrivere l'umore come la nostra temperatura emotiva. Di solito l'umore dipende da ciò che succede nella nostra vita, ma nella depressione l'umore sembra essere indipendente da ciò che succede e dalla volontà ed il comportamento è diverso da quello abituale.

"Da quando mi svegliavo a quando andavo a dormire, mi sentivo completamente miserabile e incapace di qualunque gioia o entusiasmo. Ogni cosa, ogni pensiero, parola, movimento era uno sforzo. ...Mi sentivo piatta, noiosa, ...Pensavo di non essere più capace di fare nulla... Era come se la mia mente fosse diventata lenta e inutile... La morte era un pensiero costante..." ( Kay Redfield Jamison, Una mente inquieta ,1995).

Essere depressi è molto diverso dal sentirsi esasperati o tristi come capita a tutti prima o poi. Chi è depresso si sente inutile, senza speranza, in colpa, incapace di pensare e fare ciò che pensava e faceva prima, non prova più interesse per ciò che prima faceva con piacere, è sempre stanco o agitato, piange senza motivo, non mangia in modo regolare, non riesce a dormire o dorme troppo.

Chi è depresso ha questi sentimenti quasi ogni giorno, quasi tutto il giorno per almeno due settimane.

La depressione può essere mascherata da dolori e problemi del corpo, di solito mal di testa, disturbi digestivi, mal di stomaco, diarrea, stitichezza, cistite, perdita del desiderio sessuale o incapacità di provare piacere sessuale, mal di schiena, dolori muscolari.

In 1-2 casi su 10 sono presenti sintomi psicotici, cioè sintomi che indicano una perdita di contatto con la realtà, come allucinazioni sotto forma di voci che criticano ("Non vali nulla") o che ordinano il suicidio ("Devi morire") o deliri (idee false e chiuse al ragionamento) di colpa ("E' tutta colpa mia, me lo merito"), di povertà ("Finirò come un barbone", "Perderò tutto"), di giusta punizione ("Questa è la punizione che merito"), di trasformazione del corpo ("Il mio cuore è diventato di pietra", "Ho una malattia incurabile") e di fine del mondo.

Ogni tentativo di far capire alla persona che ha un delirio che si sbaglia, rafforza il suo delirio. L'unica cosa utile che potete fare è rassicurare con pazienza la persona che soffre sul fatto che può contare sul vostro aiuto, senza cercare di convincerla che sta sbagliando o esagerando.

Un pensiero costante è che la vita non sarà mai più la stessa e spesso la morte sembra l'unica via d'uscita (Kay Redfield Jamison, Rapida scende la notte. Capire il suicidio.).

Il rischio di suicidio nella depressione riguarda 1-2 casi su 10, ma 6 persone depresse su 10 pensano alla morte. Ogni accenno alla morte in una persona depressa deve essere preso seriamente. Un dialogo aperto su questi pensieri è molto utile.